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É il lenzuol che de' fedeli move lo stuol; che studiosi raduna in antica diatriba; che curiosi attira a lunghe fila.
Velo che svela, rivela e vela.
Della passion icona e tela, dipinto e affresco, ritratto del soffrir che emoziona, acuto ed impietoso. Del Maestro espression di muto patir, composto e dignitoso.
É scultura d'inaudita e atroce tortura; é pellicola di storia: dal flagello, al ligneo supplizio. É opera d'arcana fattura.
É impronta d'esanime calato dalla croce, d'uomo riposto nella fredda tomba.
É verdetto, é sentenza, é verbale di condanna. É giudizio capitale, é bando d'uomo maledetto! É silenzio che rimbomba.
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É pagina di tormento, é memoria, é dibattito, é tragedia e dramma; é musica austera. É fotogramma, scattato dalla luce della fede, carpito e scampato al tempo.
É sentimento, é dubbio, é turbamento, é delusione, é preghiera. É palpito di chi crede, é apatia, di chi oltre non vede. É argomento di chi sol discute.
Verità celata, traspirata, come da viva cute.
É documento verace, é reliquia, é reperto mendace, é burla.
É eloquente e tace, ed urla, mentre fermamente al cor sussurra delicato, il provato e noto lino, che, se v'é un Dio, giammai, in suo moto, a dolor d'uom. fu sì vicino.
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