Il restauro del 2002

Il restauro della Sacra Sindone del 2002 si è reso necessario per diversi motivi. Innanzitutto le tensioni delle cuciture stavano creando sul telo pieghe sempre più profonde. Poi l’integrità del lenzuolo era messa a rischio dalla presenza di residui organici. Era altresì necessario ripulire il Telo e trovare una posizione di conservazione più adatta rispetto a quella arrotolata.

I lavori di restauro sono stati eseguiti fra giugno e luglio del 2002, ad opera della dottoressa Flury Lemberg, aiutata dalle sue collaboratrici. Le esperte hanno eseguito sul lenzuolo un lavoro estremamente delicato di scucitura e ricucitura. Si è reso necessario rimuovere i 30 rattoppi applicati dalle suore di Chambéry nel 1534, a seguito dell’incendio che due anni prima aveva danneggiato la Sindone, bruciandola fino a provocare dei fori. Grazie ai lavori di restauro i fori sono ora lasciati aperti e i margini bruciati sono stati raschiati via, per poi essere raccolti e catalogati.

Sempre nel 1534 era stato applicato dalle suore un supporto di lino, la cosiddetta “tela d’Olanda”, che fingeva da sostegno. Anche questo è stato rimosso durante i lavori di restauro, a causa delle sue condizioni, e sostituito da un telo di materiale simile, che risale a, circa, la metà del ‘900. La nuova tela d’Olanda è stata cucita con aghi ricurvi e filo di seta.

Il telo è stato poi ripulito completamente e sono stati rimossi i residui organici. Fra le altre operazioni eseguite c’è stata quella di stiratura delle pieghe. Operazione questa che è stata a lungo discussa, in quanto il processo di stiratura ha allungato il lenzuolo di 5 cm e ha aggiunto 2 cm in larghezza, alterando così le “misure” dell’uomo la cui immagine è impressa sul telo.

Infine è stata effettuata una scansione digitale del Telo, sia sul fronte, dove presenta l’immagine dell’uomo, sia sul retro. Sono stati prelevati poi alcuni campioni di materiale e si è proceduto a realizzare un’accuratissima documentazione fotografica. Sono state effettuate inoltre registrazioni di spettri di fluorescenza e spettri Raman. Infine una nuova serie di fotografie è stata effettuata dallo studio Giancarlo Durante.

Il restauro del Telo è stata un’occasione unica per poter effettuare rilevazioni che difficilmente si sarebbero potute attuare in un altro momento. Tuttavia le operazioni di restauro e i metodi sono stati fortemente criticati. Come già detto, il restauro ha a alterato, aumentandole, le dimensioni del telo. inoltre sembra che le tecniche utilizzate non fossero del tutto consone. Le restauratrici avrebbero lavorato a mani nude esponendo a luce quasi continua il lenzuolo, che dopo il lavoro sarebbe apparso più scuro. Infine sono in molti a ricordare che un lavoro di restauro simile avrebbe potuto permettere di effettuare anche un nuovo esame del Carbonio 14, che avrebbe tolto ogni dubbio riguardo all’autenticità della Sindone.

Ancora, fra i critici, c’è chi dubita della reale necessità di un restauro. Fra le motivazioni per cui si era deciso di restaurare la Sindone c’era quella secondo cui il processo di carbonizzazione, a seguito dell’incendio del 1592, non si era mai completamente arrestato. Teoria, questa, che a molti non è sembrata verosimile né possibile.

C’è da dire comunque che grazie al restauro le condizioni della Sacra Sindone sono notevolmente migliorate. Il tessuto è pulito e privo di bruciature, e, in ogni caso, tutte le parti rimosse sono state attentamente conservate e catalogate.

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